Tra le tendenze più evidenti c’è senza dubbio la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale. Un bisogno che riflette la necessità di sempre più consumatori di avere sulla propria tavola un prodotto sano e realizzato seguendo logiche responsabili verso l’ambiente.
A ciò si unisce, specialmente tra i giovani, la crescente domanda di vini più freschi e fruttati, per un prodotto più immediato e di facile beva, senza un lungo affinamento in legno. Spesso, questa richiesta si unisce anche alla ricerca di vini con un più basso tenore alcolico.
Le regioni che stanno trainando il nostro settore vedono in prima linea la Toscana, il Piemonte ed il Veneto. Da queste aree vinicole nascono i vini più iconici e apprezzati del nostro Paese, dal Chianti Classico e il Brunello, passando per il Barolo e il Barbaresco piemontesi, fino alle bollicine del Prosecco veneto. Anche la carta dei vitigni più in voga riflette questo itinerario, col Sangiovese per i rossi toscani, assieme al Nebbiolo e al Barbera per il Piemonte. Completano il quadro i vitigni del Veneto: Corvina e Rondinella per i rossi, Garganega per i bianchi e Glera per il Prosecco.
La Francia continua a rappresentare uno dei mercati di riferimento per i vini italiani, che continuano a segnare la loro crescita oltralpe. Negli ultimi decenni, i consumatori francesi hanno dimostrato una grande curiosità verso i vitigni di altri Paesi, esplorando con grande interesse e rinnovata consapevolezza la proposta vinicola italiana. Apprezzati per la loro grande versatilità a tavola, i nostri vini campeggiano nei menù dei più importanti ristoranti, seguendo le fortune della ristorazione italiana in terra francese.
Sommelier ed enotecnici francesi guardano con notevole interesse ai nostri vini. Per i rossi, i riflettori sono puntati su Barolo, Brunello di Montalcino, Chianti Classico e i Supertuscans. Eleganza ed evoluzione nel tempo sono le loro qualità più apprezzate. Tra i bianchi, invece, si distinguono…, particolarmente ricercati per la loro freschezza e complessità aromatica. Per le bollicine, il Prosecco continua ad essere un must have, seguito da Franciacorta e Trento DOC.
Anche l’Italia è costretta a fronteggiare le nuove sfide del cambiamento climatico, che ha portato estati più calde rispetto agli standard e un andamento delle precipitazioni più capriccioso. Ciononostante, il mondo del vino italiano ha risposto presente cercando di controbattere con nuove strategie, votate ad una gestione efficiente delle risorse idriche, all’adozione di pratiche agricole ecosostenibili e investendo nella ricerca e nell’innovazione per sviluppare ed applicare nuove tecnologie in vigna e nella gestione della vendemmia.
Oltre alle solite denominazioni, già menzionate, il mondo del vino italiano sta conoscendo il successo di nuovi palcoscenici, tra cui spiccano il territorio dell’Etna in Sicilia e la riscoperta del Primitivo pugliese.
Infine, auspico una maggiore sinergia col settore dell’enoturismo, che negli ultimi anni ha registrato una crescita esponenziale. Pertanto, credo che possa essere una mossa vincente ospitare questo settore nella cornice del Vinitaly, all’interno di un padiglione dedicato, affinché la principale fiera vinicola italiana possa fornire un punto di incontro tra le nostre realtà, col fine di diffondere e comunicare sempre meglio l’ampia offerta enologica del nostro Paese.

